La Valutazione del rischio rumore

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valutazione rischio rumore

La normativa per la tutela del lavoratore dai rischi derivanti dall’esposizione a rumore richiede che il datore di lavoro si adoperi per l’eliminazione o la riduzione al più basso valore tecnicamente possibile del rumore in ambiente di lavoro, proponendo la sostituzione di macchinari e/o procedure obsolete o particolarmente rumorose. Solo nei casi in cui è impossibile l’eliminazione della fonte di rumore allora il datore di lavoro è chiamato ad eseguire la valutazione dell’esposizione e quindi la valutazione del rischio per comprendere come, e in quale misura, il lavoratore è esposto, e conseguentemente a quali rischi per la salute potrebbe essere soggetto.

Come per ogni altro rischio la normativa richiede che in caso di presenza di condizioni rischiose vengano adottate prima tutte le misure collettive di tutela (insonorizzazione di macchinari, separazione ed insonorizzazione di macchinari e/o procedure rumorose) e solo qualora i livelli di rumore ambientale risultassero ancora al di sopra dei valori consentiti dalla legge allora andranno forniti dei Dispositivi di protezione individuale (tappi auricolari, cuffie,…).

Ricordiamo in ultimo che il legislatore richiede al datore di lavoro di tenere in considerazione l’eventuale presenza di persone maggiormente sensibili ad una esposizione a rumore (donne in gravidanza o minori).

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Identificazione del rischio rumore

Il datore di lavoro dovrà identificare all’interno degli ambienti di lavoro in cui operano i propri dipendenti quelle attrezzature, macchinari o procedure che producono rumore, una volta identificati dovrà essere eseguito lo studio per la possibile sostituzione ed infine la programmazione delle indagini ambientali per la valutazione dell’esposizione e quindi del rischio.

Valutazione dell’esposizione al rumore

Ai fini della valutazione dell’esposizione bisognerà comprendere quanto l’attività che svolgono i diversi operatori determini in effetti una esposizione a rumore, in presenza ad esempio di un macchinario rumoroso potrebbero esserci situazioni espositive diverse per diversi lavoratori in base al tempo di lavoro che il singolo lavoratore svolge in prossimità del macchinario.

Quindi la valutazione dell’esposizione parte dalla analisi ambientale dei livelli sonori di rumore presenti nei diversi ambienti e propriamente nelle diverse postazioni di lavoro, per quanto possibile, ma andrà poi ponderata rispetto al reale tempo di esposizione dei singoli ed ovviamente alle 8 ore di lavoro.
Valutazione del rischio rumore

Nella normativa sono stati identificati dei livelli di azione e dei livelli di esposizione relazionati ai livelli di esposizione giornaliera al rumore (Lex8h espresso in dB(A): valore medio dei livelli di esposizione giornaliera a rumore per una giornata lavorativa nominale di 8h, come definito dalla norma ISO 1999:1990) e ai livelli di esposizione settimanale a rumore (Lex,w espresso in dB(A): valore medio dei livelli di esposizione giornaliera a rumore per una settimana lavorativa nominale di 5 giornate lavorative di 8h, come definito dalla norma ISO 1999:1990). Per livello di azione si intende quel valore di rumore che determina da parte del datore di lavoro una attività, preventiva e protettiva, che dovrà essere eseguita. Per livello di esposizione si intende un valore di livello di rumore (medio ponderato nel tempo) che non deve essere superato in ambiente di lavoro e che comporta sanzioni per il datore di lavoro. Il valore inferiore di azione è stato fissato dal legislatore in Lex,8h pari a 80dB(A), un livello superiore di azione Lex,8h pari a 85dB(A), un livello di esposizione professionale Lex,8h pari a 87dB(A). Durante la valutazione del rischio rumore verrà eseguita la misurazione ambientale dei livelli di rumore, attraverso l’utilizzo di un fonometro, e verrà redatta una corrispondente relazione tecnica che dovrà confrontare i valori medi ponderati nel tempo rilevati con i valori di azione e con il valore del limite di esposizione professionale.

Esito della valutazione e obblighi per il datore di lavoro

Gli esiti del confronto tra i dati ambientali misurati ed i valori di azione o il valore limite prevedono:

  • Qualora non venga superato il livello inferiore di azione in alcun caso (Lex,8h pari a 80dB(A)) il datore di lavoro non deve fare altro, vuol dire che le condizioni di lavoro sono tali da garantire la salute dei lavoratori.
  • Qualora venga superato il livello inferiore di azione (Lex,8h pari a 80dB(A)) il datore di lavoro dovrà mettere a disposizione dei lavoratori dei DPI di protezione per l’udito, dovrà essere nominato un medico competente e la sorveglianza sanitaria potrà essere attività per il singolo lavoratore su sua specifica richiesta o qualora il medico competente ne ravvisi la necessità. Verrà attivata la formazione ed informazione del personale.
  • Qualora venga superato il livello superiore di azione (Lex,8h pari a 85dB(A)) il datore dovrà non solo fornire ma anche obbligare i lavoratori ad adottare gli opportuni dispositivi di protezione individuale per l’udito e verrà attivata obbligatoriamente la sorveglianza sanitaria dei lavoratori ad opera del medico competente. I luoghi di lavoro con queste caratteristiche dovranno essere segnalati, delimitati e con accesso limitato ai lavoratori formati ed informati.
  • Qualora venga superato il valore limite ambientale per il rumore(Lex,8h pari a 87dB(A)), nonostante l’applicazione delle misure collettive ed individuali di prevenzione e protezione (a DPI indossati) dovrà farsi cessare immediatamente l’esposizione dei lavoratori e dovranno essere individuate delle misure di prevenzione e protezione migliori, finalizzate all’ottenimento di un valore limite espositivo al di sotto del valore limite, in modo costante.

Nei locali di riposo il rumore deve essere ridotto a livelli compatibili con lo scopo del locale.

Per quanto riguarda i DPI per la protezione dell’udito si ricorda che non devono compromettere la possibilità per il lavoratore di comprendere/sentire eventuali segnali di avvertimento di emergenza (sirene antiincendio ad esempio) e che è previsto dalla normativa, per questi particolari DPI, che venga svolto un addestramento all’uso corretto.

La normativa richiede che la valutazione del rischio rumore venga ripetuta ogni 4 anni.